
Il trio propone prevalentemente brani originali tratti dal loro ultimo cd e standard tratti dal repertorio di Wes Montgomery e Pat Martino
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the o.t. trio off topic O:T: 001, 2003 (PROPRIA) |
Da jazz it L’O.P.Trio è un classico organ trio che si muove lungo coordinate sicure che vanno da Wes Montgomery (The Thumb, Road Song) a Horace Silver (Opus De Funk), a Jimmy Smith (Yellow Mood) fino a Pat Martino (String). In particolare, è dal grande chitarrista afroamericano che il gruppo coglie parte del repertorio abituale e lo spirito: suoni ovattati, amabilmente bluesy e soul, lunghe galoppate solistiche. Luciano Poli – bresciano, classe ’66, alterna attività didattica e concertistica – è musicista agile e preparato e suo è l’unico brano originale del disco (Dove sei). Il concittadino Cremaschini opera anche in contesti extrajazzistici e si cimenta come arrangiatore. Mozzoni viene invece da Parma e ha collaborato con svariati musicisti tra i quali Carlo Atti e Marco Tamburini. (FM) |
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angelo peli - alto sax
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Il Jazz Bazar, attivo dal 1996, è formazione singolarmente longeva per il panorama jazzistico italiano. Forte di una propria sonorità e di una particolare vena stilistica, il gruppo, pur mantenendo un approccio musicale rispettoso delle radici afro-americane del jazz, percorre una via del tutto autonoma e originale alla scrittura e alla improvvisazione. Tra le innumerevoli esibizioni di questi anni vanno citate la partecipazione alla II edizione del Festival internazionale del jazz di Vipiteno ('97) , alla I edizione di Salò Jazz '99, Prmavera Jazz-Caorle '01 e S.Polo Jazz '01. |
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JAZZ BAZAR
Bazar- Panastudio cd 1037 Dalle recensioni: "...il linguaggio e limpatto del Jazz Bazar, sfrondato da ogni orpello ed ammiccamento è in grado di dar vita a una musica viva, personale e convincente..." |
| "Sorprendente la capacità, da parte di alcuni musicisti bresciani, di inventare immagini... escogitare percorsi sonori decisamente godibili..." Carlo Peroni, Secolo dItalia "...nuove composizioni estremamente apprezzabili e godibili, in linea con lo spirito più cool e rilassato degli anni 60/70...il jazz bresciano con questo lavoro sembra destinato a raccogliere i riconoscimenti che merita." "...una palpabile affinità di intenti consente al gruppo di sintetizzare diversi stili, conseguendo un ottimo equilibrio tra strutture compositive ed interplay. Un buon disco che evita orpelli e ridondanze..." "...il quartetto é giunto in studio di registrazione al momento giusto per fotografare su cd il suo periodo creativo nel modo migliore..." "La scena jazzistica bresciana è ben rappresentata da questa incisione che documenta un sodalizio piuttosto duraturo...Nel Bazar proposto dai musicisti bresciani confluiscono temi e situazioni affatto diverse tra loro; chi scrive ha particolarmente apprezzato il lato "latino" del disco (Scirocco, Cherie) che mette sugli scudi la flessibile ritmica Masazza - Abeni. A proposito di quest'ultimo è davvero un piacere ritrovarlo sui livelli che gli sono più congeniali... alle prese con un repertorio che esalta il suo drumming potente e preciso. Il leader Angelo Peli esibisce un toccante lirismo nei passaggi in forma di ballad (toccante Song For Pato) e un ottimo controllo formale degli assoli che impreziosiscono ciascun pezzo..." |
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| "NOTE DI VIAGGIO" : Blu artificiale, Don Giovanni riposa, Gerographia, Cometa, Capetown - Angelo Peli Gazzettino pagano, V.T. blues, mr Pan - Roberto Soggetti Dalle note di copertina: "...vi darò alcune buone ragioni per apprezzare "Note di viaggio":
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Bruno Marini Dalle recensioni : Carlo Peroni, Il Secolo d'Italia ...è un taccuino pieno di colori quello raccolto per Note di viaggio dal Jazz Bazar...nelle otto tracce registrate dal quartetto c'è il sangue blues, ci sono il calore del Sudafrica e l'eleganza sinuosa del Vicino Oriente, c'è l'equilibrio obliquo dei tempi dispari. Ma soprattutto c'è quella asciutta intelligenza che è forse la principale marca stilistica dell'Ènsemble... Massimo Lanzini, Giornale di Brescia |
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"...Ecco la prima qualità di questo quartetto: il suono del gruppo. Che nasce da mille elementi: l'affiatamento tra i musicisti, le prove, i concerti, il sapersi ascoltare a vicenda...a me piacciono soprattutto perché sono un gruppo che fa Jazz (con la J maiuscola). Sandro Gibellini BAZAR Moon glasses*, L’asino e il leone*, Anima viva, Stop the voodoo* - A.Peli; Cheek to cheek - (I.Berlin) Cicale (parte prima, parte seconda), So long - R.Soggetti On a clear day* - Lane, Learner
* guest F. Sigurtà - tromba
Asilo Productions AP CD 5701 2004 |
Dalle recensioni: " Una partenza da sogno. Un volo soffice a planare tra sabbie lunari, un sax così seducente da far dimenticare tutto, dove si è, cosa si fa...note di sogno fin da 'Moon glasses', brano - manifesto firmato da Angelo Peli...In 'Stop the voodoo' brilla la lezione immortale di Miles Davis. Affiora l'attitudine a contaminare senza appesantire un suono che ora accende, ora rilassa..." Gian Paolo Laffranchi - Bresciaoggi "...la band approda ad un orizzonte compositivo più vasto... un approccio più introspettivo e pensato, supportato da una ottima padronanza nelle esecuzioni. Privo di vertiginose acrobazie strumentali il linguaggio dei Jazz Bazar si dipana lungo le strade del lirismo e dell'equilibrio, dove è l'assoluto clima di decontrazione degli strumentisti a creare il pathos..." Rosario Rampulla - Giornale di Brescia "...il gruppo riesce a regalarci momenti lirici davvero notevoli. Il dialogo tre Peli e Soggetti è davvero brillante, mentre la ritmica sa costruire pilastri ben solidi...I brani, tranne due 'standards', sono composizioni originali di Peli e Soggetti e i due musicisti dimostrano anche nel campo della scrittura di essere originali e innovativi..." Gaspare Bonafede - brescia musica |
BS BANDSYNDACATE, Versus (2002) Paolo Cattaneo Angelo Peli: Flauto e arrangiamenti |
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